Leopoldo II di Lorena-Asburgo (1797-1870) è stato l’ultimo granduca di Toscana regnante, noto come “Canapone”. Inizialmente popolare per il suo governo moderato, liberale e riformista (bonifica della Maremma, sviluppo delle ferrovie e cultura), fu costretto all’esilio nel 1859, segnando la fine del Granducato e l’annessione al Regno d’Italia.
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Politica Liberale (1824-1848): Dopo la Restaurazione, governò la Toscana con tolleranza. Fu un periodo di apertura intellettuale, con la creazione della ferrovia Leopolda (Firenze-Pisa-Livorno) e lo sviluppo agricolo. 1848-1849
(La svolta): Durante i moti del ’48, fu costretto a concedere lo Statuto e a nominare un governo democratico. Di fronte alle crescenti rivolte (specialmente a Livorno) e alle pressioni, fuggì a Gaeta nel 1849, rifugiandosi presso il Papa.
Restaurazione e Caduta (1849-1859): Tornò con l’aiuto austriaco, deludendo le aspettative dei liberali e avvicinandosi alla politica autoritaria di Vienna. Questo gli fece perdere il consenso popolare.
Fine del Granducato (1859): Con l’avanzata piemontese durante la Seconda Guerra d’Indipendenza, Leopoldo II fu costretto ad abbandonare Firenze il 27 aprile 1859, lasciando il trono al figlio Ferdinando IV (che tuttavia non governò mai di fatto) e ponendo fine alla dinastia Lorena in Toscana.
Non va confuso con il suo omonimo antenato, Pietro Leopoldo (Granduca dal 1765 al 1790), noto per aver abolito la pena di morte.
Il
Francescone è una storica moneta d’argento da 10 paoli del Granducato di Toscana, coniata principalmente tra la fine del XVIII e il XIX secolo. Caratterizzata da un peso di circa 27,5 g e un diametro di 41 mm (titolo 917/1000), raffigurava solitamente il granduca o lo stemma lorena-asburgico.
Contesto Storico: Introdotto da Francesco II di Lorena (da qui il nome), era l’equivalente di 10 paoli toscani o 4 fiorini.
Varianti e Coniazione: Coniato con diverse effigi, inclusi i Lorena (Pietro Leopoldo, Leopoldo II) e sotto il Regno d’Etruria di Carlo Ludovico di Borbone.
Valore Numismatico: La quotazione varia notevolmente in base all’anno, alla rarità e allo stato di conservazione, richiedendo spesso cataloghi specializzati come il “Gigante” per la valutazione.
La moneta è celebre per la sua qualità artistica, spesso includendo dettagli come i gigli di Francia, le aquile Lorena e i simboli medicei nello stemma.